22 marzo

22 MARZO 1964: Un intero stadio avversario urla il nome di Kurt
Massimo Cecchi

Non è frequente che uno stadio intero applauda un avversario riconoscendone il valore e la superiorità tecnica. È capitato a Kurt Hamrin - a chi sennò? - il 22 marzo del 1964 al termine della gara di campionato al Dino Martelli tra il Mantova e la Fiorentina.
La forzata assenza di Schnellinger aveva obbligato il tecnico virgiliano Bonizzoni a inserire Gerin a guardia dello svedese viola con la speranza che questi riuscisse nell’intento vista la buona prova offerta contro un’altra forte ala destra come Jair. Lo stesso Gerin aveva vittoriosamente fermato l’anno precedente proprio Hamrin che, al termine della gara, riconobbe il valore dell’esterno difensivo sinistro mantovano.
Già al 17’ però Kurt si impadronisce del pallone sfruttando un corto retropassaggio verso Zoff proprio di Gerin, resiste al tentativo di ritorno di due avversari e marca agevolmente il primo punto. Trascorrono pochi minuti e lo stesso Hamrin trasforma un rigore concesso per un fallo su Seminario. A questo punto l’incontro è virtualmente terminato: resta soltanto il duello personale tra Gerin e Hamrin, con una traversa colpita dallo svedese, e la terza rete viola di Lojacono che arrotonda il punteggio.
Al termine della gara tutti gli spettatori, incantati dalla leggerezza e dalla concretezza dell’asso viola svedese, gridano a gran voce il suo nome per omaggiarlo della grande prova offerta. Lui, al solito, ringrazia con un cenno come a minimizzare quello che aveva combinato.
Esiste qualcuno più grande di lui?

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