Il 21 aprile del 1927 è, per la Fiorentina, una data storica. Quel giorno avvenne il primo incontro internazionale della appena nata società biancorossa di Firenze. E' curioso leggere, dal bollettino sociale del Lugano FC, come venivano organizzate e vissute le trasferte. Trasferimenti e comfort di allora, lontani anni luce dagli standard moderni. "Ed eccoci in viaggio... Nulla di notevole da segnalare sino a Milano. Qui incominciano i guai. Mentre la squadra cerca un posto introvabile sul treno di Bologna, vediamo Otto - calciatore Lugano FC - affannarsi per la stazione alla ricerca di un impermeabile involatosi chissà come. Fino a Bologna il viaggio non sarà troppo allegro. Quasi tutti siamo in piedi ammassati nei corridoi a ridosso e custodia delle valigie e, per turno, facciamo l'occhiolino ai compagni più fortunati che sono riusciti a scovare un briciolo di posto. Finalmente s'arriva anche a Firenze ove, malgrado l'ora tarda, è ad attenderci un folto gruppo di soci della Fiorentina e alcuni membri della colonia svizzera. Eccoci al mercoledì.

Abbiamo soltanto questa giornata per visitare Firenze ed il nostro compito è ben arduo dovendo conciliare i desideri dei giocatori con la necessità di non stancarli in vista del primo incontro. Per tutta la mattinata girovaghiamo nel centro e, nel pomeriggio, pigiati alla bell'e meglio in un democratico tramvai, diamo la scalata alla collina di Fiesole. Il colpo d'occhio che vi si gode ci ricompensa largamente per il calvario della salita. Dopo cena, tanto per tenerci assieme, rinforziamo il magrissimo pubblico che assiste nientemeno che alla première di un'operetta. E, come première, anche l'orario è stato rispettato, poiché non prendiamo congedo dal teatro prima del tocco. E veniamo al gran giorno, ossia al primo incontro con la Fiorentina. Il cronista sarebbe tentato a spiccare un salto, poiché il tasto del match di Firenze è ancora scottante e brucerà per molto tempo nei ricordi del F.C. Lugano. Col favore di una vasta pubblicità, buon pubblico si era radunato sul terreno (via Bellini) della Fiorentina per assistere all'esibizione degli atleti svizzeri. Il Lugano gode nei circoli calcistici italiani di una certa notorietà che gli è valsa dai frequenti ed ottimi contatti con le squadre italiane e dal non dimenticato incontro di allenamento con la nazionale italiana a Bologna. Il campo ha dimensioni ristrettissime, e non consente lo svolgimento di quelle azioni in linea che solitamente vediamo praticare dalla nostra squadra. Gli avversari (la Fiorentina) si erano inoltre rinforzati per l'occasione e, fra altri, troviamo nelle loro fila il simpatico Staccione che già ammirammo a Lugano al principio della stagione con la squadra del Torino. La cronaca dell'incontro è presto fatta. A quattro minuti dall'inizio i nostri perdevano per due goal a zero. Due nostri errori iniziali, la troppa confidenza, il valore e la baldanza dell'avversario, avevano caricato sulla squadra un handicap gravissimo se si considera lo svantaggio del terreno e del pubblico. Tutti gli sforzi, anche disordinati, dei bianconeri sono inutili, e soltanto Fink, su azione personale, potrà segnare il goal dell'onore dopo un quarto d'ora di gioco. Un errore di tattica ha indubbiamente contribuito ad aggravare la situazione. Vediamo infatti Hintermann che gioca arretrato per dare maggiore respiro alla prima linea ammassata su un fronte ristrettissimo. L'attacco intesse buone trame di gioco ma, a contatto con la ferrea difesa fiorentina, diventa impotente anche per la inferiorità numerica e non riesce a tradurre in punti una superiorità di gioco mantenuta costantemente per tutto il primo tempo. La ripresa è più equilibrata. I fiorentini sono evidentemente imbaldanziti per il miraggio di una vittoria ritenuta impossibile e la reazione dei nostri è troppo poco convincente. Sono infatti ancora i biancorossi che segnano togliendo l'ultima speranza almeno nel match nullo che sarebbe veramente stato meritato. Qualche paletto, qualche decisione dell'arbitro discutibile hanno indubbiamente contribuito a rendere difficile il nostro compito ma ciò non toglie che la squadra abbia giocato un brutto incontro. Alla sera i nostri cortesissimi ospiti che sul campo già ci avevano fatto dono di una magnifica statuetta in bronzo, riuniscono le due squadre a banchetto al Ristorante del Mondo. L'allegria è ben presto generale e per qualche ora riusciamo a trangugiare l'amarezza della sconfitta".

Cartolina del 1930 con la Fiorentina in biancorosso
Per la cronaca il risultato fu a favore dei biancorossi fiorentini per tre a uno. Marcarono: Micheletti, Staccione e il fiumano Volk, allora conosciuto, per problemi di tesseramento, con il nome di Bolteni.

Autore
Gianfranco Lottini
MUSEO ASSOCIAZIONE CALCIO FIORENTINA




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