Aldo Maldera arrivò alla Fiorentina guidata da Agroppi nel 1985. Proveniva dalla Roma, Club con il quale aveva vinto il tricolore nel 1983 bissando così quello della stella ottenuto con il Milan nel 1979. Una famiglia di calciatori quella dei Maldera: Luigi prima, Attilio poi e Aldo infine sono i tre fratelli che hanno tutti calcato palcoscenici importanti anche se Aldo (detto III) è stato sicuramente quello che è riuscito ad ottenere i risultati sportivi più importanti. Insieme ad Aldo, in quella stagione, arrivarono alla Fiorentina Maurizio Iorio, Sergio Battistini, Nicola Berti e un certo Roberto Baggio. L’annata cominciò malissimo: dopo appena una manciata di minuti della prima giornata di campionato contro la Sampdoria a Firenze, Aldo dovette abbandonare il terreno di gioco per un brutto infortunio che lo costrinse lontano dal pallone per diversi mesi. Riuscirà a vedere la fine della lunga rieducazione e del sospirato rientro in squadra, soltanto il 23 marzo del 1986 a Bari nella vittoriosa trasferta viola.
Una rete in Coppa Italia contro l’Empoli nel finale di stagione (altro incontro segnato da un infortunio: quello di Giancarlo Antognoni al ginocchio destro) sembrava dischiudere finalmente un futuro più sereno e più da protagonista nella sua nuova squadra. Invece, complice una annata da dimenticare di tutta la squadra e la concorrenza di Stefano Carobbi, Renzo Contratto, Claudio Gentile e – a centrocampo – di Nicola Berti e Roberto Onorati, continuerà ad alternarsi tra panchina e campo non trovando quella continuità sperata.
Aldo aveva 59 anni, un passato da grande sportivo e una vita ancora da vivere davanti. Era un giocatore corretto, un compagno di squadra che sapeva farsi voler bene e una andatura nel correre che lo faceva riconoscere immediatamente: sembrava sempre sul punto di perdere l’equilibrio e il controllo della palla. Invece era ben saldo sul terreno e faceva proprio della corsa sulla fascia e il traversone al centro per l’attaccante di turno la sua qualità migliore e più temuta dagli avversari. Dotato di un tiro secco e potente, era solito anche calciare le punizioni anche se nella Fiorentina di quei due anni aveva davanti due mostri del genere come Daniel Passarella e Giancarlo Antognoni.

8 settembre 1985, undicesimo minuto di Fiorentina-Sampdoria. Aldo si infortuna al ginocchio ed è costretto ad uscire dal campo di gioco
Adesso Aldo non c’è più. Praticamente alla medesima età di un altro ex viola con il quale ha rischiato di incrociarsi – Socrates – lascia questo nostro mondo e una famiglia avvolta nel dolore più cupo. E’ soprattutto a loro che, in questo momento, è rivolto il nostro pensiero ed espressa la nostra più affettuosa vicinanza. Tutti i Clubs nei quali ha militato piangono un Uomo e un Campione. Nella Fiorentina - 18 incontri in serie A, 13 in Coppa Italia e 1 in Coppa U.E.F.A. - ha lasciato un ricordo di professionalità e di impegno. Quella corsa lungo la fascia poi non la dimenticheremo mai.
Autore
Massimo Cecchi





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