Giancarlo Vitali, c'è più tempo che vita

Giancarlo Vitali giunge alla Fiorentina nell’estate del 1950 proveniente dal Padova. Insieme a lui in quella estate, vestono la maglia viola Giancarlo Bolognesi, Renzo Venturi e Romano Penzo. A metà stagione l’acquisto di Andries Hendrik Roosenburg, olandesone proveniente dallo Sneek, completa una rosa che annovera già, tra le sue fila, campioni indimenticabili come Leonardo Costagliola, Giuseppe Chiappella, Ardico Magnini, Sergio Cervato e Francesco Rosetta. Giancarlo aveva appena ventiquattro anni ma già alle spalle un inizio di carriera professionistica di quelle che lasciano il segno e accendono le idee degli operatori di mercato. Lo nota la Fiorentina e lo acquisisce per affiancarlo in attacco ad Egisto Pandolfini, ad Alberto Galassi e a Giovanni Sperotto: tre mostri di bravura. Giancarlo gioca attaccante esterno e, alla sua prima stagione viola riesce a realizzare nove reti diventando il capocannoniere della squadra.


L’allenatore Luigi Ferrero intuisce immediatamente le capacità di questo piccolo emiliano - Giancarlo era originario della provincia di Parma -  e, schierandolo di supporto al grande Egisto Pandolfini indifferentemente a destra o a sinistra, sfrutta appieno la sua rapidità e la sua capacità di accentrarsi per la conclusione. La stagione successiva vede la sostituzione di Luigi Ferrero sulla panchina con Renzo Magli: La Fiorentina, arricchita dall’ingaggio dello svedese Dan Heiner  Ekner e dal turco Kuçuc Andonijadis Lefter, continua a vedere Giancarlo Vitali protagonista con la realizzazione di sei reti nonostante un brutto infortunio patito proprio in avvio di stagione durante un allenamento con la Nazionale cadetti e per il quale perse le prime sei giornate di campionato sostituito dall’inserimento in mediana di Corrado Viciani e dallo spostamento di Ekner. Giancarlo Vitali lascia la Fiorentina nel 1952, sostituito da Amos Mariani, con un bottino di 15 reti e 51 presenze ufficiali. Ma soprattutto lascia a Firenze il ricordo del tipico profilo umano della provincia italiana: un ricordo di semplicità, di operosità, di rispetto verso il prossimo e di solidarietà. Lontano da Firenze la carriera di Giancarlo è brillantemente proseguita al Napoli e alla S.P.A.L. Club nel quale, nel 1958 ritrova l’amico Egisto Pandolfini. Memorabile l’incontro del 27 gennaio 1952 sotto un diluvio ininterrotto e su un campo reso impossibile, quando i fortissimi rossoneri del Milan sono messi sotto da una rete di Ekner e da una prova degli avanti viola fatta di calcio concreto e sostanzioso. L’immagine di Roosemburg, Rosetta e di Giancarlo che lasciano il terreno di gioco inzuppati di fango ma felici come bambini, rappresenta una delle pagine più belle di quel biennio nel quale si avvertiva, prepotente, l’avvio della costruzione di un fortino inespugnabile.

  
 

    27 gennaio 1952: Il Milan è sconfitto a Firenze. I volti di Rosetta, Roosemburg e di Giancarlo Vitali esprimono fatica e gioia  

 

La vita di Giancarlo Vitali, segnata di una tragedia familiare straziante per la perdita di un figlio, è poi proseguita come allenatore, ruolo che ha svolto con la medesima naturalezza e saggezza con la quale viveva lo spogliatoio da calciatore. Giancarlo Vitali è mancato all’affetto di tutti il 26 ottobre dello scorso anno, 2011. In questo mondo frenetico nel quale le notizie si accavallano, si rincorrono e si bruciano con la rapidità di un respiro, Giancarlo, dalla Sua quieta provincia parmense, ci invita a fermarci un attimo, a riflettere su chi siamo e a fare spazio agli Uomini che hanno segnato la passione della nostra vita.

 
 

Giancarlo Vitali nel 1950: giovane, bravo e viola

 

E’ tardi Giancarlo per dirti che sei stato un Uomo importante, oltre che per la tua Famiglia, anche per noi ammalati di Viola e biografi del nostro tifo? Riesci a crederci quando diciamo che quel tuo sorriso all’uscita del Comunale in quel pomeriggio piovoso di gennaio di sessanta anni fa e immortalato da tante copertine, attraversa la storia da Focosi a Rivolo, da Suppi a Marchetti, da Beltrandi a Prini? In tante occasioni sui loro volti lo stesso semplice sorriso che dal 1926 riempie i nostri pomeriggi.     

 

 

Autore
Massimo Cecchi  

 

 

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