COMMISSIONI NEWS

Emozioni Gigliate, 8 gennaio 1933

Fra i vari aneddoti che si narrano a proposito di Pedro Petrone detto l’Artillero, uno riguarda una presunta scommessa tra Lui ed il portiere della Juventus Giampiero Combi: durante l’ultima giornata di campionato della stagione 1931/32 a Torino con i bianconeri già campioni d’Italia, Il portiere sfidò Pedro a marcargli almeno una rete. In palio una autovettura Fiat 508 Balilla. Dopo pochi minuti di gioco Combi è già costretto a raccogliere in fondo al sacco il pallone della scommessa perduta. Combi, nobile atleta di cui oggi rimpiangiamo l’animo visti i tristi tempi, fece atto pubblico di riconoscimento ed il premio della scommessa fu annullato. Grazie a quella segnatura, Petrone vinse, insieme ad Angiolino Schiavio del Bologna, la classifica dei cannonieri con 25 reti. La stagione successiva la Juventus in pieno quinquennio d’oro - per via dei cinque scudetti consecutivi tra il 1930 ed il 1935 - e reduce da ben nove vittorie consecutive in campionato, arriva al Giovanni Berta con la consueta arroganza del più forte e con la spavalderia dell’imbattibilità contro la formazione gigliata. Mai, infatti, la Fiorentina aveva battuto i bianconeri e l’impresa, visto lo squadrone torinese attuale, pareva davvero impossibile.

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Il Museo Viola acquisisce documento legato al Club Sportivo Firenze

Il Museo Viola scopre ed acquisisce un rarissimo documento anteriore alla fondazione della Fiorentina relativo al Club Sportivo Firenze. Si tratta di un documento legato al calciatore Alberto Caroti, atleta del Club Sportivo Firenze, capace di vincere il campionato sociale di atletica leggera categoria C del 1920, di giocare titolare nella squadra della sezione calcio ma di risultare non selezionato nella nuova squadra di Firenze: l'Associazione Fiorentina del Calcio. 

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Emozioni Gigliate, 7 gennaio 1962

Un signore con il paltò ed un cappello in testa sale le scalette che conducono al terreno di gioco del Comunale e, al momento del suo ingresso in campo, è sommerso di applausi e di attestati di affetto. Lui, schivo come sempre, ringrazia con qualche cenno della mano e si dirige verso la panchina. No, non è quella della Fiorentina: quella è già occupata dall’ungherese Nandor Hidegkuti. E’ quella del Bologna che il 7 gennaio 1962 disputa a Firenze la ventesima giornata di campionato. Fulvio Bernardini ha rappresentato per Firenze l’uomo della Provvidenza, colui che ha plasmato ed è riuscito a far rendere al cento per cento una manciata di campioni che lo seguivano in ogni sua indicazione tecnica. Fu lui nell’estate del 1955 a capire che con l’innesto di Julinho e di Montuori il mosaico era completo: difesa impenetrabile, centrocampo solido e di rapido sostegno al nuovo micidiale attacco.

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Emozioni Gigliate, 6 gennaio 1980

La caramella più gustosa, il regalo più bello che un appassionato di Fiorentina possa ricevere resta indubitabilmente la vittoria sulla Juventus. Era il 6 gennaio 1980 e la Befana, che di solito "vien di notte con le scarpe tutte rotte",  portò un'impresa  alla luce del giorno che ancora oggi, a distanza di 31 anni, vale la pena di essere ricordata in modo particolare. E' difficile spiegare perchè quella vittoria occupi davvero tale collocazione nella memoria collettiva. Tutto sommato è anche difficile comprendere perchè quella Fiorentina composta da Galli, Lely, Tendi, Galbiati, Guerrini, Sacchetti, Restelli, Orlandini, Pagliari, Antognoni, Desolati e poi Sella, Ferroni, Zagano e Bruni, stia nel cuore e nei ricordi di molti più di altre formazioni, certamente più forti e vincenti.

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Emozioni Gigliate, 4 gennaio 1959

Dopo la trionfale cavalcata tricolore del 1956, la Fiorentina di Befani inanellò quattro piazzamenti consecutivi confermando la propria appartenenza all’elite del calcio nazionale ed europeo. Uno dei records, tuttora imbattuto, raggiunti in quel quinquennio d’oro, fu il numero di reti segnate nel campionato a 18 squadre: 95. Il condottiero dell’impresa fu l’ungherese Lájos Czeizler, chiamato a Firenze “Zio Lajos” per la bonarietà dei Suo aspetto e per l’affetto nutrito verso questo straordinario allenatore che aveva anche occupato la panchina azzurra nel 1954.

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