“CREATIVITA’ VIOLA”

Roberto Baggio 

di Enrico Zoi

 

Era talmente bello veder giocare Roberto Baggio che un cinefilo come me non può immaginare la sua vita calcistica se non come un lunghissimo film. Naturalmente, un capolavoro. Del resto, l’accostamento fra il campione e il cinema non è campato in aria: ci viene descritto, infatti, come un appassionato realizzatore di video casalinghi, quindi una sorta di ‘regista familiare’.

Roberto BAGGIO (Archivio Museo Fiorentina)

 

Iniziamo dunque la nostra carrellata proprio dalla decima musa, senza seguire un ordine cronologico preciso, ma facendoci trascinare dalle emozioni: con un fuoriclasse come lui, è pressoché inevitabile.

E partiamo dalla piccola grande antologia visiva disponibile su RaiPlay (https://www.raiplay.it/ricerca.html?q=baggio), fatta di interviste e filmati che gettano uno sguardo d’insieme alla sua esistenza e alla sua carriera, dalla conversione al buddismo al rigore sbagliato con il Brasile, dalla sua gioia di giocare al calcio (dormiva con il pallone, andava a scuola palleggiando) per sé e per gli altri ai tormenti mai finiti delle sue ginocchia, che, comunque, grazie alla tenacia della Fiorentina, che credette in lui da giovanissimo e lo aspettò, gli hanno consentito un percorso professionale e umano stellare, pur giocando praticamente con una gamba sola per tutta la vita, come racconta il manager Vittorio Petrone nel 18 episodio di ‘Ossi di seppia-Il rumore della memoria’, intitolato ‘L’addio di Baggio’.

Vedendo quelle immagini, scorrendo i ricordi di tutti noi, tornando agli anni dell’Era Baggio, è chiaro che siamo al cospetto di un uomo e di un campionissimo di valore internazionale che appartiene alla storia del calcio, prima che a una squadra in particolare. Dispiace, tuttavia, che anche ne ‘Il Divin Codino’, il film Netflix che Letizia Lamartire ha dedicato in questo 2021 a Roberto Baggio, sotto la sua supervisione, pur nei meriti del suo racconto (ma, d’altronde, la mia parte sentimentale, come quella di milioni di persone, si muove al solo sentire il suo nome, figuriamoci di fronte a un film che ne narri in qualche modo la storia!), della sua vita con la Fiorentina restano solo gli anni degli infortuni: si ignorano i campionati giocati in maglia viola e l’incredibile vicenda del trasferimento, ovvero momenti fondamentali per Roberto Baggio, anche nell’ottica del ritratto umano più che sportivo che se ne vuole dare proprio in questo lungometraggio.

 

Del resto, ad onor del vero, anche la pur bella apparizione a ‘Che tempo che fa?’ del 26 maggio del 2019, visionabile al link di RaiPlay, vede sullo scenografico sfondo dello studio immagini del campione con tutte le maglie tranne quella viola… Lì il momento più bello è quando Fabio Fazio mostra al pubblico e allo stesso Baggio spezzoni di suoi gol e partite (anche della Fiorentina) e lui subito visibilmente si commuove. Un uomo vero.

Altra lacuna del film Netflix, ma non solo sua, è il farci assistere ai surrogati del calcio giocato: sinceramente non ci è piaciuto troppo vedere un attore – Andrea Arcangeli – il quale, pur bravo, scimmiotta i gesti tecnici del giocatore. Preferiamo di gran lunga riammirare quelli autentici. Rivedere Roberto Baggio. Anche i suoi errori, senza fine…

Bella – e più completa e corretta nei confronti della Fiorentina – anche la puntata di ‘Sfide’, sempre della Rai, a lui dedicata, condotta da Alex Zanardi, intitolata ‘I nostri avversari amatissimi: Brasile’, diretta da Andrea Doretti, andata in onda il 9 maggio del 2014 e visionabile qui https://www.youtube.com/watch?v=DIRCYXCrNwI.

Come non ricordare poi il cofanetto di 10 dvd ‘Io che sarò Roberto Baggio’, distribuito con ‘La Gazzetta dello Sport’ dal 1° marzo del 2010. “Qui dentro c’è tutta la mia carriera e soprattutto c’è la parte più profonda di me stesso. Volevo mettere a disposizione degli altri la mia esperienza, soprattutto le sofferenze, gli infortuni. Per dare un esempio positivo”, disse il campione il giorno della presentazione. La puntata ‘viola’ è la seconda, quella dell’8 marzo del 2010, intitolata significativamente “Quando non finisce un amore”, ovviamente quello per la Fiorentina.

È il momento giusto per rivedere il ritorno bianconero di Roberto Baggio a Firenze (7 aprile del 1991) con il celebre episodio della sciarpa viola raccolta dopo la sostituzione. Il servizio era di Marcello Giannini ed è disponibile qui: https://www.youtube.com/watch?v=7-Vbr2vFgEA.

Per la cronaca e per la sua qualità, segnaliamo anche il documentario ‘Zanetti Story’ (2015, di Simone Scafidi e Carlo Sigon), al quale Baggio partecipa con una brevissima testimonianza su una delle bandiere dell’Inter.

 

I libri sono molti, anzi moltissimi. Cronisti e commentatori si sono sbizzarriti sulla sua figura umana e sportiva. Fate prima con una ricerca su Google, davvero. Troverete un’autentica biblioteca sul ‘Divin Codino’!

La musica ci offre un poker di canzoni degne di nota, alcune molto famose, una conosciuta da un pubblico più fiorentino e di nicchia, che però siamo riusciti a scovare.

Partiamo dai pezzi celebri. Il primo è ‘Baggio Baggio’, di Lucio Dalla, dall’album ‘Luna Matana’, del  2001: “Sei mai stato il piede del calciatore che sta per tirare un rigore, e il mignolo destro di quel portiere che è lì, è lì per parare meglio, sta molto meglio il pallone, tanto, lo devi solo gonfiare. L’onda monta il mare senza sponda cresce, aumenta, il cuore ti si gonfia chiama, grida, nessuno è sulla riva il cielo è nero e tu sei lì da solo dentro di te o a un metro più avanti di te c’è un qualcosa e non sappiamo cos’è, cos’è, è l’anima”. Se volete ascoltare per intero il brano del cantautore bolognese, è disponibile qui https://www.youtube.com/watch?v=5ztXHYAETBs.

Del 2005 è forse la canzone più famosa. La scrive Cesare Cremonini e si intitola ‘Marmellata #25’: “Ma, da quando Senna non corre più / Ah, da quando Baggio non gioca più / Oh no no, da quando mi hai lasciato pure tu / Non è più domenica. A questo link https://www.youtube.com/watch?v=eJhFIZCi5og trovate una versione live del brano, eseguita a Padova alla presenza dello stesso Roberto Baggio.

Naturalmente, non possiamo non citare il bel pezzo ‘L’uomo dietro il campione’, di Diodato, che fa parte della colonna sonora del film ‘Il Divin Codino’. E siamo nel 2021: “Di chi ti ha visto incantare il mondo con un pallone / Senza nascondere mai / L’uomo dietro il campione”. Il video è disponibile qui https://www.youtube.com/watch?v=bH9jTb3MU8I.

Canzoni belle e famose (e pensare che pare che Baggio sia stonato come una campana!), alle quali ne vogliamo aggiungere una fiorentina e meno nota, ma che è comunque parte integrante di questa storia e soprattutto nasce a Firenze.

Walter SCARNICCI

 

Grazie, infatti, al mio amico e compagno del liceo Walter Scarnicci, che, da batterista, ha attraversato tutta la scena musicale fiorentina dalla fine degli anni Settanta praticamente fino ad oggi, abbiamo tra le mani un 45 giri del 1989. Si intitola ‘Non è un miraggio! (Roberto Baggio)’, è opera de Il Generale & Ludus Pinsky e potete ascoltarla anche a questo link: https://www.youtube.com/watch?v=82LqbCb2NBs.

 

È una storia simpatica e meno conosciuta che ci racconta lo stesso Scarnicci, il quale l’ha vissuta in prima persona: “Il Generale è il nome d’arte di Stefano Bettini, cantante che ha cominciato la sua attività musicale nel 1982 insieme al sottoscritto, con un gruppo punk hardcore di Firenze, gli ‘I Refuse It’, un rifiuto che all’epoca era il massimo dell’espressione punk. Poi nacque la passione per la musica reggae, il raggamuffin, insomma la musica giamaicana. I due generi non sono poi così lontani. Mi vengono in mente i Clash, tanti gruppi inglesi dell’epoca grazie ai quali punk e reggae andavano a braccetto, gli stessi Police. Abbandonato poi il discorso hardcore punk, Il Generale proseguì la sua attività musicale con il reggae, sempre insieme a me e al tastierista Ludus Pinsky, nome d’arte di Lapo Lombardi, il quale, nel 1989, ebbe l’idea di fare le basi (tastiere, batteria elettronica, eccetera) per un omaggio al grande Roberto Baggio, appunto ‘Non è un miraggio! (Roberto Baggio)’. Quando lo eseguivamo in concerto a Firenze, il coinvolgimento dei presenti era veramente notevole! Il brano è anche un’occasione per parlare di Firenze e della sua realtà. Il Generale ha avuto un ruolo importante nel panorama musicale cittadino proprio per aver raccontato Firenze, come per esempio con il lato B del 45 giri di ‘Non è un miraggio! (Roberto Baggio)’, che si intitola ‘San Marco Skankin”, un vero spaccato su situazioni e amici fiorentini. Partecipò anche ad alcune trasmissioni di Controradio con la sua verve polemica, tipica di chi nasce e vive all’ombra della Torre di Arnolfo”.

Oltre al link, di ‘Non è un miraggio! (Roberto Baggio)’, abbiamo anche il testo, che potete leggere nella sua versione integrale nella fotografia scattata alla pagina dello speciale che gli dedicò la testata ‘Stress’.

 

Sempre de Il Generale, tifosissimo gigliato, con la Ludus Dub Band, è un inno ska dedicato alla Fiorentina, intitolato ‘Più che mai viola’, del 2002.

 

Per chiudere la nostra narrazione in bellezza, un filmato, un piccolo cortometraggio antologico con le migliori giocate viola di Roberto Baggio. Calatevi in questo link: https://www.youtube.com/watch?v=CSyrnV2RBSM.

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